Egidio Meneghetti • Poesie e prose di Egidio Meneghetti
Estratto Letterario
"Nave, tu porti un carico d’intemerata fede, gente che spera e che crede nel sol di libertà. Vai verso la vittoria carica di catene. Navighi fra le pene verso la libertà. Fame, torture, scariche, sibili di staffili, non ci faranno vili: viva la libertà! Sorge la nuova Europa in mezzo a tanti mali, e un popolo d’eguali nasce alla libertà. Il maggiore Carità sequestrò a Gino Cerchio questa canzone e s'infuriò per la terza strofa che testimoniava i maltrattamenti e le torture. Minacciò rappresaglie. Il giorno dopo la terza strofa fu così sostituita: Baci, carezze trepide, nobili cortesie, non ci faranno spie tenero Carità!"
Titolo:Poesie e prose di Egidio Meneghetti Edizione:L’opera civile di Egidio Meneghetti. Poesie e prose, Prefazione di E. Opocher e D. Valeri, Vicenza, Neri Pozza
Nome: Palazzo Giusti Indirizzo: Via S. Francesco, 89, 35121 Padova PD Coordinate: 45.40442860423931, 11.881716401168054
Descrizione:
Palazzo Giusti si affaccia su via San Francesco, l’asse che unisce l’area del Santo al cuore cittadino, fiancheggiato da una sequenza di dimore storiche. La tradizione individua nella residenza degli Orsato (XV secolo) il primo nucleo signorile del complesso; nella seconda metà del Cinquecento la casa degli Orsato/Lazara ospitò, nel 1574, Enrico III di Valois in viaggio attraverso la Terraferma veneta. Nell’Ottocento l’insieme passa alla famiglia Giusti del Giardino: nel 1870 l’edificio viene acquistato dal conte Gerolamo Giusti del Giardino e poi diventa la residenza del figlio Vettore (sindaco di Padova 1890–93 e 1897–99; senatore dal 1914). In età contemporanea alcune sale del palazzo ospitano la Società del Casino Pedrocchi (dal 1999), storica associazione cittadina. Nel tardo 1944 il Reparto Speciale guidato dal maggiore Mario Carità (detto Banda Carità), unità di polizia politica della RSI in cooperazione con i servizi tedeschi, trasferì a Padova la propria base installandosi in Palazzo Giusti: gli ambienti furono adibiti a uffici, celle e stanze d’interrogatorio, con sistematico ricorso alla tortura contro la rete resistenziale cittadina. Oggi Palazzo Giusti rientra stabilmente nei percorsi cittadini della memoria insieme a via Santa Lucia e caserma Pierobon, luoghi delle rappresaglie del 17 agosto 1944.