Egidio Meneghetti (Verona, 14 novembre 1892 – Padova, 4 marzo 1961) fu medico-farmacologo, docente universitario e protagonista della Resistenza veneta. Figlio di Umberto, direttore dell’ospedale psichiatrico di Verona, e di Clorinda Stegagno, studiò medicina all’Università di Padova; durante la prima guerra mondiale si arruolò volontario, si laureò a Padova (1916) e fu più volte decorato al valor militare. Dopo il perfezionamento a Göttingen (1922) e un periodo all’Institut Pasteur (1924), ottenne la cattedra a Camerino (1926), passò a Palermo (1927) e nel 1932 tornò stabilmente a Padova come direttore dell’Istituto di Farmacologia, dove porterà avanti ricerche sulla chemioterapia e i colloidi e pubblicherà manuali largamente diffusi. Antifascista sin dagli anni Venti (Italia Libera, contatti con Rossi e Salvemini), nella primavera 1943 aderì al Partito d’Azione. Dopo il 25 luglio, il rettore Concetto Marchesi lo nominò prorettore e con Marchesi e Silvio Trentin costituì a Padova il CLN regionale veneto. Il 16 dicembre 1943 perse la moglie Maria e la figlia Lina nel primo bombardamento aereo su Padova; da allora fece dell’Istituto di Farmacologia un centro operativo della Resistenza. Arrestato il 7 gennaio 1945 dalla banda Carità, fu torturato a Palazzo Giusti, tradotto al carcere di Verona e quindi al lager di Bolzano; a causa delle linee ferroviarie interrotte non fu deportato in Germania e poté rientrare a Padova il 7 maggio 1945. Nel dopoguerra fu rettore dell’Università di Padova (1945–1947); nella cerimonia dell’inaugurazione 1945–46 (12 novembre 1945), quando all’Ateneo venne conferita la Medaglia d’oro al valor militare, l’orazione inaugurale fu tenuta dallo stesso Meneghetti. Nel 1949 fu tra i fondatori dell’Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (poi Istrevi), che presiedette fino alla morte. A Padova gli sono dedicate la Casa dello Studente e un largo. Accanto all’opera scientifica (chemioterapia, sulfamidici, antibiotici), lasciò una scrittura civile e poetica: gli Scritti clandestini (Padova, 1945), la raccolta dialettale Cante in piassa (Venezia, 1955) e il poemetto Bortolo e l’ebreeta – inizialmente firmato con il nome di battaglia Antenore Foresta – dedicato all’esperienza nel lager di Bolzano e alle vittime delle violenze degli aguzzini. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/egidio-meneghetti_(Dizionario-Biografico)/