Connessione Letteraria #91

Francesco Petrarca • Testamentum

Estratto Letterario

"De poco autem non magnopere curo, contentor poni, ubicunque Deo placuerit et iis qui hanc curam suscipere dignabuntur. Si tamen expressius mea de hoc voluntas exquiratur, sepeliri velim:
a) Si Padue, ubi nunc sum, moriar, in eccelsia Sancti Augustini quam fratres predicatores tenent, quia et locus animo meo gratus est et iacet illic is, qui me plurimum dilexit inque has terras piis precibus attraxit, preclarissime memorie Iacobus de Carraria, tunc Padue dominus.
b) Si autem Arquade, ubi ruralis habitatio mea est, diem clausero et Deus tantum michi concesserit, quod valde cupio, capellam ibi exiguam ad honorem beatissime Marie Virginis extruere, illic sepeliri eligo; alioquin inferius in aliquo loco honesto iuxta ecclesiam plebis. "

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Autore

Nome: Francesco Petrarca
Periodo: 1304-1374
Categoria: Trecento
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Opera

Titolo: Testamentum
Edizione: F. Petrarca, Testamentum, in Opere latine, a cura di A. Bufano, vol. 2, Torino, UTET, pp. 1341-1357
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Luogo

Nome: Ex Chiesa di Sant'Agostino (ex caserma Piave)
Indirizzo: Via Cristoforo Moro, 7, 35141 Padova PD
Coordinate: 45.40364063827416, 11.864609796863467
Descrizione:
La chiesa di Sant'Agostino era un grande edificio religioso costruito nel Duecento, situato ai piedi del Ponte di Sant'Agostino, lungo l'attuale Riviera Paleocapa (all'epoca Riviera di Sant'Agostino). Era la chiesa del vicino convento dei frati Domenicani e uno dei principali luoghi di culto della Padova trecentesca. La costruzione iniziò nel 1226 e terminò nel 1275. Il progetto fu avviato dall'architetto Leonardo Murario, con il sostegno di Nicolò di Boccassio, vescovo di Padova e futuro papa Benedetto XI. I lavori furono poi completati da Fra Benvenuto da Bologna. Nel Trecento, la chiesa ebbe un ruolo centrale nella vita religiosa della città. I signori da Carrara, che governarono Padova tra il 1318 e il 1405, scelsero Sant'Agostino come luogo di sepoltura per alcuni membri della famiglia. Tra questi vi erano Jacopo II, Ubertino III e Jacopo V, le cui tombe furono poi trasferite nella chiesa degli Eremitani per salvarle dalla demolizione. Nella chiesa era sepolto anche Pietro d'Abano, e nella Cappella di San Stefano si trovavano le tombe di vari membri della famiglia Buzzaccarini. Nel 1819, la chiesa fu demolita per ordine del governo austriaco. I materiali furono riutilizzati per costruire un ospedale militare, poi trasformato in caserma, la Caserma Piave. Negli anni Novanta, al suo interno è stato ritrovato un affresco del pittore Guariento, parte dell'antica decorazione della chiesa. Oggi l'intera area è in procinto di diventare sede di un campus universitario dell'Università di Padova.
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