Canace

Tragedia • Prima edizione: 1546

Dettagli Opera

Canace
Tragedia
S. Speroni, Canace, in Teatro del Cinquecento, t. I, La tragedia, a cura di R. Cremante, Milano-Napoli, Ricciardi, pp. 449-561
1988
1546
La Canace di Sperone Speroni è una tragedia in volgare (con prologo e divisione in atti) sul mito di Canace e Macareo, composta e letta all’Accademia degli Infiammati di Padova nel 1542 e pubblicata a Venezia, senza il consenso dell'autore, nel 1546; ne uscì poi un rifacimento con materiali difensivi nel 1597. La vicenda (l'incesto fra Canace, figlia di Eolo, e il fratello Macareo, con esito di suicidio imposto dal padre) deriva in prima istanza da Ovidio, Heroides XI, ed è costruita in chiave senechiana (tono cupo, “orrido”, massiccio uso della peripezia). L’opera accese una viva controversia sulla decorosità del soggetto e sulla teoria aristotelica della tragedia. Nel 1550 uscì a Lucca il Giudizio sopra la tragedia di Canace e Macareo (attribuito a Giraldi Cinzio), che attaccava tema e impianto; Speroni rispose con un’Apologia (rimasta incompiuta) e con lezioni tenute presso gli Elevati (1558). La discussione proseguì fino alla fine del secolo.

Testi Associati

ID Titolazione Estratto Estratto Originale Traduzione Azioni
120 Canace (Ombra: vv. 1-45) OMBRA
Uscito dello 'nferno,
Vegno al vostro cospetto, ombra infelice
Del figliuolo innocente
De' due fratelli arditi e scelerati,
Canac...
121 Canace (Macareo, vv. 1808-1820; 1826-1832 MACAREO
O crudel Macareo, ancora vivi?
Ancora ardito sei di respirare,
Duro più che diamante?
Se tu non fossi tale,
Uccider ti dovea p...
N/A
122 L'infelicità (Canace, Cameriera, vv. 510-545) CAMERIERA
Sempre d'allora in qua che prima apersi
Gli occhi dello 'ntelletto
Nelle tenebre umane, ho conosciuto
Che la vita mortale in ogn...
N/A
124 Canace (Canace: vv. ?) CANACE
A quai promesse vane
Di bugiarda speranza
Crederò disperata?
Di che danno m'avanza
Più dubitar, se io son certa oggimai
Che...
N/A