Sperone Speroni

1500-1588 • Cinquecento

Informazioni Biografiche

Sperone Speroni
1500-1588
Cinquecento
Sperone Speroni nacque a Padova il 12 aprile del 1500. Si formò a Padova e si addottorò in Filosofia a diciotto anni (10 giugno 1518). Due anni dopo iniziò a insegnare alla cattedra di Logica (dal 1520 al 1523), per poi passare a quella di Filosofia (dal 1525 al 1528). Nel periodo intermedio tra i due cicli di insegnamento si trasferì a Bologna per assistere alle lezioni di Pietro Pomponazzi, fino alla morte del professore nel 1525. Fu in rapporti con importanti personalità intellettuali dell’epoca, come Pietro Bembo e Pietro Aretino, e nel 1530 fu presente a Bologna all’incoronazione di Carlo V. Nello stesso anno si sposò con Orsolina da Stra, dalla quale ebbe tre figlie: Lucia Cristina Adriana, Diamante e Giulia. Fece parte della padovana Accademia degli Infiammati, della quale divenne principe nel 1541, insieme a Bembo, Aretino, Alessandro Piccolomini, Benedetto Varchi, Bernardino Tomitano, Marco Mantova Benavides. Sempre presso il circolo infiammato, patrocinato dal mecenate Alvise Cornaro e dal genero Giovanni Cornaro Piscopia, lo Speroni compose la sua tragedia Canace che doveva essere portata in scena dal commediografo e attore Angelo Beolco detto Ruzante, che morì prima di poterlo fare (1542). La tragedia, composta secondo i dettami della Poetica di Aristotele, diede avvio a una vivace querelle tra gli intellettuali del tempo, in particolare ebbe come detrattore Giovan Battista Giraldi Cinzio. Sperone si prodigò a difendere il volgare come lingua della cultura, in particolare nei Dialoghi, pur pubblicati contro la volontà dell’autore nel 1542. Il più importante è quello intitolato Dialogo delle lingue nel quale Speroni teorizzava l’uso del volgare in tutte le discipline. Fu, inoltre, amico di Torquato Tasso e revisionò la Gerusalemme liberata. Fece parte, ancora, dell’Accademia di Paolo Manuzio a Murano, frequentata da Gian Giorgio Trissino e Francesco Sansovino, nella quale discusse la questione della lingua e la necessità di trasporre in volgare i testi antichi. Nel frattempo, Speroni allacciò rapporti rilevanti in tutta Italia, in particolare con Guidobaldo II della Rovere, duca di Urbino, e con papa Paolo III Farnese. Alla fine del 1560 si trasferì per alcuni anni a Roma dove entrò nell’Accademia delle Notti Vaticane, di cui fu principe. Ritornato in patria, si occupò degli affari famigliari, della difesa dei Dialoghi dall’Inquisizione e dell’apologia di Dante nei dibattiti letterari. Divenuto sordo e quasi cieco, morì a Padova nella notte del 2 giugno 1588 e fu sepolto nella Cattedrale.
Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/sperone-speroni_(Dizionario-Biografico)/; https://archivio.arcadelsanto.org/Tombe/sperone-speroni/#

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