Gaspara Stampa nacque a Padova tra il 1523 e il 1525. Alla morte del padre, avvenuta prima del 16 ottobre 1529, la famiglia si trasferì a Venezia. Gaspara e i fratelli ricevettero un’educazione colta, con particolare attenzione alla letteratura, alla musica e al canto: Gaspara fu lodata da contemporanei per le sue eccezionali doti musicali e poetiche. La casa degli Stampa divenne ben presto un salotto frequentato da letterati, pittori e musicisti, dove Gaspara – con il liuto o la viola – incantava i presenti con esecuzioni canore raffinate. Le sue capacità attirarono l’attenzione di figure come Perissone Cambio, che nel 1547 la definì la donna che più amava e possedeva la musica, e Ortensio Lando, che nel 1552 la celebrò come «gran poetessa et musica eccellente». Intorno al Natale del 1548, iniziò una relazione con il conte Collaltino di Collalto, aristocratico e poeta. Il loro legame, intenso ma travagliato, durò circa tre anni; quando Collaltino partì per la Francia nel 1551, Gaspara ne fu profondamente turbata e scossa dall’abbandono amoroso, che alimentò la potente vena lirica della sua poesia. Sulla sua morte, avvenuta a Venezia il 23 aprile 1554 dopo una malattia, si diffuse una voce infondata di avvelenamento, forse in seguito al dolore d’amore; fu sepolta a Venezia presso la chiesa dei Santi Rocco e Margherita. Subito dopo, nel 1554, la sorella Cassandra pubblicò postume le sue rime in un volume dedicato a Giovanni Della Casa: una ricca raccolta di 311 componimenti (sonetti, canzoni, sestine, capitoli e madrigali); il canzoniere, intimo e personale, composto secondo il modello petrarchesco ma intriso di immediata passione e profondità psicologica, costituisce uno dei più autentici e straordinari canzonieri del Cinquecento. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/gaspara-stampa_%28Dizionario-Biografico%29/