Il palazzo nasce come dimora della famiglia Zabarella fra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo; la torre merlata è ancora l’elemento che caratterizza l’edificio e rimanda al periodo comunale della città. Gli scavi hanno documentato stratigrafie anteriori: insediamenti dall’VIII sec. a.C. e pavimenti a mosaico di età romana nell’area della corte. Il complesso rimase agli Zabarella per secoli; nel 1672 i fratelli Giovanbattista e Lepido razionalizzarono gli spazi sull’impianto della torre medievale. Nell’Ottocento il conte Giacomo Zabarella commissionò un riordino in stile neoclassico all’architetto Daniele Danieletti (1802) e fece decorare gli interni (1818–19) da Giuseppe Borsato, Giovanni Carlo Bevilacqua e dal giovane Francesco Hayez. Nel Novecento l’edificio fu ampliato e poi riadattato; un ampio restauro (1988–1996) ha recuperato strutture storiche e reperti, restituendolo alla città. Oggi Palazzo Zabarella è sede della Fondazione Bano e funge da centro culturale con mostre e attività scientifiche; l’apertura al pubblico avviene in occasione delle esposizioni.