Gaio Valerio Flacco fu un poeta epico latino, nato forse a Sezze e morto tra l'89 e il 92 d.C. Della sua vita si conosce poco, tranne che fu membro del collegio dei quindecemviri. La sua unica opera nota è l'Argonautica, un poema epico incompiuto in otto libri, dedicato alla spedizione degli Argonauti alla conquista del Vello d'oro. Composto dopo l'ascesa di Vespasiano, il poema si ispira all'Argonautica di Apollonio Rodio, ma Valerio Flacco rielabora liberamente la fonte, introducendo modifiche personali. Il suo vero modello epico è però Virgilio, di cui segue stile e lingua, pur introducendo elementi lessicali innovativi e una versificazione più vicina a Ovidio. È particolarmente efficace nella rappresentazione psicologica, soprattutto nella figura di Medea. Considerato il principale epigono epico di Virgilio, influenzò poeti come Stazio, Silio Italico e Claudiano, ma fu dimenticato nel Medioevo. Valerio Flacco è menzionato da Marziale, che in uno dei suoi Epigrammi (I, 76) si rivolge all'amico Flacco, nativo della "città di Antenore"; non è certa l'identificazione di questo Flacco con l'autore degli Argonautica. A Padova, è raffigurato nella Sala dei Giganti. Bibliografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Valerio_Flacco_(poeta); https://www.treccani.it/enciclopedia/valerio-flacco/