Cronista, grammatico e retore, Rolandino da Padova nacque nel 1200 da Iacopino di Baialardo, notaio padovano. Studiò a Bologna come scolaro di Boncompagno da Signa e già nel 1229 divenne maestro di grammatica e retorica nello Studio di Padova. Come notaio, per il comune di Padova stese atti e compose epistole, spesso citando Virgilio, Ovidio, Lucano, Sallustio e addirittura l'Orazio lirico, particolarmente apprezzato dai preumanisti padovani. La sua opera più celebre è la Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane, approvata pubblicamente dallo Studio padovano il 13 aprile 1262 presso il Chiostro di S. Urbano. In dodici libri si narrano gli eventi che interessarono la Marca trevigiana dall'inizio del secolo. Protagonista è il Comune di Padova, con le sue antiche imprese gloriose e con gli abusi commessi da Ezzelino da Romano. Nel 1228 Rolandino da Padova stesso era presente alla delibera della guerra a Ezzelino. Morì a Padova il 2 febbraio 1276 e venne sepolto nella Chiesa di S. Daniele, la sua parrocchia. I primi sei versi dell’epitaffio li preparò lui stesso ancora in vita. La sua Cronica è stata stampata per la prima volta in edizione moderna con testo a fronte in italiano nel 2010, a cura di Flavio Fiorese, con il titolo Vita e morte di Ezzelino da Romano (Mondadori, Fondazione Lorenzo Valla). Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/rolandino-da-padova_%28Dizionario-Biografico%29/